Old but gold

La Saga dei Budini Spungiformi (pt. #01)

>Dice il saggio che i budini spungiformi provengono da una stirpe di perecotte melemarce del pianeta lesso&grasso della costellazione yogurt omega frico, terza galassia a destra dopo l’angolo dell’ameba pluriflagellata bifronte bipende sul tripode.

Ordunque su questo pianeta la vita passava lenta e piatta, non c’era mai nulla da fare, nessuno diceva nulla, si viveva alla giornata, consapevoli della propria budinità e costanti nella propria spungiformità. Dato che come di ce il proverbio “non dire budino se non ne hai un catino” questi budini contarono che tutti assieme formavano addirittura 4 catini. Che fare allora disse Spungus IV, padre del futuro Spungun V, noto conquistatore della terra, dobbiamo prendere una flebo di yogurt di marroni e inserirla senza che nessuno se ne accorga all’interno di una conclave di sacerdoti onomatopeici.
Il problema era uno solo. Cioè come si dice erano due.
Nessuno sapeva che cosa fosse una flebo e cosa fossero dei sacerdoti; ben noti erano invece i concetti di yogurt e di conclave (infatti ognuno ne possedeva uno nel garage antistante alla propria abitazione, proprio sotto al canestro, vicino alla cuccia di Uite). Dunque Vultus III che era ancora in vita, ma scaduto e perciò sostituito dal figlio, prima di finire nella più totale decomposizione ebbe una geniale idea: invadere dei pianeti antistanti con i budini in surplus onde evitare un sovraffollamento clamoroso e nocivo.
I budini quindi viaggiarono per un bel po’ e arrivarono sul nostro pianeta dove le condizioni ambientali ideali e il proliferare in quel periodo dei cubi mastodontoidei aiutò non poco al loro accrescimento per scissione cellulare nucleare.
Il resto è storia nota.

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